Target rinnovabili 2030, l’Italia rischia di raggiungerlo con 8 anni di ritardo

Target rinnovabili 2030, l’Italia rischia di raggiungerlo con 8 anni di ritardo


L'Italia rischia di non raggiungere il target rinnovabili 2030, con un ritardo stimato di circa 8 anni, secondo l'analisi di Legambiente. Nonostante i progressi fatti, il Paese sembra essere ancora lontano dall’obiettivo di oltre 80 GW di capacità da fonti energetiche rinnovabili (FER) definito dal Decreto Aree Idonee. Questo ritardo è attribuito a una combinazione di problemi burocratici, normative inadeguate e ostacoli locali che rallentano l'approvazione e l'attuazione dei progetti.

Attualmente, l'Italia ha installato circa 17,7 GW di capacità rinnovabile, il che corrisponde al 22% dell'obiettivo previsto per il 2030. Ci sono oltre 1.700 progetti in attesa di valutazione, molti dei quali bloccati nelle fasi burocratiche. Legambiente sottolinea la necessità di rafforzare il personale tecnico nei comuni e nelle regioni, oltre a completare l'organico della Commissione PNRR-PNIEC del Ministero dell'Ambiente.

Il rapporto evidenzia che alcune regioni italiane sono particolarmente in ritardo. La Valle d'Aosta potrebbe impiegare fino a 45 anni per raggiungere il suo target di 328 MW, mentre altre regioni come il Molise, la Calabria, la Sardegna e l'Umbria rischiano ritardi di oltre 20 anni. L’unica regione che sembra sulla buona strada è il Lazio, che potrebbe raggiungere il proprio obiettivo entro il 2030.

Tra i problemi citati vi sono le lungaggini nei processi autorizzativi, le interferenze del Ministero della Cultura e alcune politiche governative ritenute inadeguate o controproducenti.


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